Jet lag e fuso orario in Australia: come gestire i primi giorni
Ultimo aggiornamento: Febbraio 2026

Tra Italia e Australia il fuso orario è importante e non esiste un unico “orario australiano”: cambia in base a città e Stati e, in alcuni periodi, incide anche l’ora legale. In questa guida trovi una strategia pratica per ridurre il jet lag, capire la differenza oraria e gestire bene i primi 2–3 giorni (sonno, luce, volo e ritmo). Se stai preparando anche i documenti, qui trovi le guide su Visto Australia.
Attenzione – informazioni generali
Questa guida offre consigli pratici sul jet lag e sul fuso orario. Non sostituisce pareri medici: se hai disturbi del sonno importanti, terapie in corso o condizioni particolari, chiedi consiglio al tuo medico.
In breve
- Non esiste “l’orario dell’Australia”: Sydney/Melbourne, Adelaide, Perth e Darwin possono avere differenze tra loro.
- Ora legale: non tutti gli Stati la osservano (questo cambia la differenza con l’Italia).
- Regola #1 anti-jet lag: appena arrivi, luci e aria aperta + evita di dormire nel pomeriggio (o fai solo power nap breve).
- Primi 3 giorni: programma attività leggere e sposta le cose “importanti” (road trip, guida lunga) dal giorno 2–3.
Prima di partire (1 minuto)
- Imposta il piano: già 48 ore prima sposta di 30–60 min sonno/pasti verso l’orario australiano (anche solo parzialmente).
- Volo: porta mascherina/auricolari, una felpa, snack leggeri e acqua (disidratazione = jet lag peggiore).
- Arrivo: pianifica check-in e una passeggiata all’aperto il primo pomeriggio (luce naturale).
- Sicurezza: evita di guidare appena atterrato se sei stanco (rimanda road trip al giorno 2).
- Documenti: prima di prenotare servizi non rimborsabili, verifica il visto turistico.
Link utili: hub Turismo Australia • come muoversi in Australia • voli interni • SIM ed eSIM • assicurazione sanitaria • visti turistici Australia
Sommario Articolo
- In breve
- Prima di partire (1 minuto)
- Fuso orario in Australia: perché non è “uno solo”
- Differenza oraria Italia–Australia: quanto cambiano le città
- Jet lag Australia: perché è particolarmente impegnativo (e quanto dura di solito)
- 48 ore prima della partenza: la strategia che funziona
- In volo: sonno, luce, idratazione (senza estremismi)
- Primo giorno in Australia: la regola d’oro che salva il viaggio
- Piano pratico per i primi 3 giorni (giorno per giorno)
- Errori comuni da evitare (e come evitarli)
- Jet lag con bambini: approccio realistico
- Conclusione: jet lag è inevitabile, ma gestibile
- Domande frequenti (FAQ)
Fuso orario in Australia: perché non è “uno solo”

L’Australia è un continente grande quanto l’Europa: non sorprende che abbia più fusi orari. A differenza degli Stati Uniti (dove ne trovi 4 da costa a costa), l’Australia ne ha tre principali — ma la complessità vera arriva con l’ora legale, che non tutti gli Stati applicano allo stesso modo.
Questo significa che Sydney e Brisbane, pur essendo entrambe sulla costa orientale, possono avere un’ora di differenza tra loro durante l’estate australiana. Per un viaggiatore italiano può sembrare strano, ma basta saperlo in anticipo per evitare sorprese con voli interni, prenotazioni o chiamate.
I tre fusi orari: Eastern, Central, Western
I tre fusi principali coprono tutto il territorio australiano. Ecco una panoramica:
1. Eastern Standard Time (AEST) — UTC+10
Include: New South Wales (Sydney), Victoria (Melbourne), Queensland (Brisbane, Gold Coast, Cairns), Tasmania (Hobart), Australian Capital Territory (Canberra, la capitale australiana).
È il fuso orario più popolato (circa il 60% degli australiani vive qui) e quello che interessa la maggior parte dei turisti italiani.
2. Central Standard Time (ACST) — UTC+9:30
Include: South Australia (Adelaide), Northern Territory (Darwin, Uluru/Ayers Rock, Alice Springs).
Nota la particolarità: 30 minuti di differenza rispetto agli altri fusi (non un’ora intera). Questo è tipico delle zone centrali australiane.
3. Western Standard Time (AWST) — UTC+8
Include: Western Australia (Perth, Broome, Margaret River).
È il fuso più “indietro” rispetto alla costa est, con 2 ore di differenza rispetto a Sydney/Melbourne (che diventano 3 ore durante l’ora legale sulla costa est).
L’ora legale (Daylight Saving Time): chi la fa e chi no
Qui arriva la parte che complica le cose. L’ora legale australiana (chiamata Daylight Saving Time o DST) viene applicata solo in alcuni Stati, tipicamente da inizio ottobre a inizio aprile (l’estate australe).
Stati che applicano l’ora legale:
- New South Wales (Sydney)
- Victoria (Melbourne)
- Tasmania (Hobart)
- Australian Capital Territory (Canberra)
- South Australia (Adelaide)
Durante questi mesi, l’orologio viene spostato un’ora avanti: AEST diventa AEDT (UTC+11), ACST diventa ACDT (UTC+10:30).
Stati che NON applicano l’ora legale:
- Queensland (Brisbane, Cairns, Gold Coast)
- Northern Territory (Darwin, Uluru)
- Western Australia (Perth)
Conseguenza pratica: durante l’estate australiana, Sydney e Brisbane (entrambe sulla costa orientale) hanno 1 ora di differenza. Se prenoti un volo interno Brisbane–Sydney alle 10:00, controlla sempre quale orario è “locale” per evitare confusione.
Consiglio pratico: le date esatte di inizio/fine DST possono cambiare di anno in anno. Prima di prenotare voli, tour o chiamate con orari fissi, verifica l’orario esatto della tua destinazione usando tool come timeanddate.com o l’app World Clock (disponibile su iOS e Android).
Per contestualizzare meglio quando si verifica l’estate australiana e come il clima può influenzare i tuoi primi giorni all’aperto (cruciali per il jet lag), puoi consultare la nostra guida sulle stagioni in Australia.
Differenza oraria Italia–Australia: quanto cambiano le città
La differenza oraria tra Italia e Australia varia in base a due fattori: il fuso orario australiano della tua destinazione e se entrambi i Paesi stanno osservando l’ora legale (in momenti diversi dell’anno).
Ecco una panoramica indicativa per le città più visitate:
Sydney / Melbourne (AEDT con ora legale, ottobre–aprile):
Indicativamente +9 o +10 ore rispetto all’Italia, a seconda che l’Italia stia osservando l’ora legale o meno. Durante l’inverno italiano (quando l’Italia torna all’ora solare), la differenza è massima: +10 ore. In estate italiana (quando anche l’Italia è avanti di 1h), la differenza scende a +9 ore.
Brisbane (AEST senza ora legale):
Indicativamente +9 o +10 ore rispetto all’Italia. Poiché Brisbane non cambia orario, la differenza dipende solo dall’Italia: +10 ore in inverno italiano, +9 ore in estate italiana.
Adelaide (ACDT con ora legale, ottobre–aprile):
Indicativamente +8:30 o +9:30 ore rispetto all’Italia. La mezz’ora in più del Central Time si mantiene, ma l’ora legale influenza il totale.
Perth (AWST senza ora legale):
Indicativamente +7 o +8 ore rispetto all’Italia. Perth è la città australiana “più vicina” all’orario italiano, ma comunque lontana abbastanza da causare jet lag significativo.
Darwin / Uluru (ACST senza ora legale):
Indicativamente +8:30 o +9:30 ore rispetto all’Italia. Il Northern Territory non osserva l’ora legale, quindi la differenza dipende solo dall’Italia.
Consiglio pratico: usa tool come timeanddate.com o World Clock (iOS/Android) per verificare l’orario esatto nella tua destinazione prima di prenotare chiamate o servizi con orari fissi. Le app mostrano automaticamente se l’ora legale è attiva e calcolano la differenza precisa.
Importante: questa panoramica è indicativa e semplificata. Le date di inizio/fine ora legale (sia italiana che australiana) possono variare di anno in anno, quindi è sempre meglio verificare in tempo reale piuttosto che affidarsi a calcoli manuali.
Jet lag Australia: perché è particolarmente impegnativo (e quanto dura di solito)
Il jet lag è il disallineamento tra il tuo ritmo circadiano (l’orologio biologico interno che regola sonno, fame, energia) e l’orario locale della destinazione. Quando attraversi più fusi orari rapidamente, il corpo continua a seguire il “vecchio” orario per giorni, causando stanchezza diurna, insonnia notturna e una sensazione generale di confusione.
L’Australia è particolarmente impegnativa per due motivi:
- Distanza estrema: +8/+10 ore rispetto all’Italia significa quasi un’inversione totale giorno/notte. Quando in Italia è mezzogiorno, in Australia orientale è già sera/notte.
- Durata del volo: 20–24 ore con scalo (tipicamente via Dubai, Singapore o Bangkok) ti tengono seduto/sdraiato in una posizione innaturale per più di un giorno intero, aggravando stanchezza e disidratazione.
A differenza di destinazioni come Stati Uniti (5–6 fusi orari) o Asia (+6/+7 ore), l’Australia richiede uno shift quasi completo del tuo ciclo biologico.
Quanto dura il jet lag (realisticamente)
Esiste una regola generale (non assoluta): il corpo ha bisogno di circa 1 giorno per fuso orario attraversato per adattarsi completamente. Con 8–10 fusi orari verso l’Australia, questo significherebbe 8–10 giorni di adattamento totale.
Nella pratica, però, molti viaggiatori segnalano tempi più brevi: 5–7 giorni per sentirsi “quasi normali”, con i sintomi più intensi concentrati nei primi 2–3 giorni.
Detto questo, l’esperienza varia moltissimo in base a:
- Età: i più giovani (under 30) tendono ad adattarsi più velocemente; over 50 possono impiegare qualche giorno in più.
- Forma fisica: chi fa sport regolarmente o ha un sonno “robusto” spesso recupera prima.
- Esperienza di viaggi lunghi: chi vola spesso intercontinentale sviluppa strategie personali che funzionano.
- Stress e aspettative: ansia pre-viaggio o programmi troppo fitti peggiorano il jet lag.
Non esiste una “norma”: alcune persone si adattano in 3 giorni, altre in 10. L’importante è pianificare i primi giorni con attività leggere e flessibilità, senza aspettarsi di essere al 100% dal primo momento.
Sintomi comuni (e quando preoccuparsi)
I sintomi “tipici” del jet lag includono:
- Stanchezza diurna intensa: anche dopo 8 ore di sonno, ti senti esausto verso le 2–3 del pomeriggio.
- Insonnia notturna: vai a letto alle 22:00 ma ti svegli alle 2:00 completamente sveglio (perché in Italia è pomeriggio).
- Difficoltà di concentrazione: fare decisioni, orientarsi o seguire conversazioni sembra più faticoso del solito.
- Irritabilità: piccole frustrazioni (code, mappe, orari) ti infastidiscono più del normale.
- Disturbi digestivi: fame/sazietà fuori orario, stomaco “pesante” o irregolarità intestinale.
- Mal di testa leggeri: soprattutto se ti dimentichi di bere abbastanza (la disidratazione peggiora tutto).
Questi sintomi sono normali e tendono a migliorare gradualmente nei primi 5–7 giorni.
Quando consultare un medico: se i sintomi persistono oltre 10–14 giorni senza miglioramenti, o se sono particolarmente gravi (vertigini intense, nausea continua, disorientamento marcato), consulta un medico. Questa guida copre il jet lag “tipico”, non situazioni mediche che richiedono attenzione specialistica.
48 ore prima della partenza: la strategia che funziona
Una delle strategie più efficaci per ridurre il jet lag è il pre-adattamento parziale: iniziare a spostare il tuo ritmo sonno-veglia verso l’orario australiano prima ancora di partire.
Attenzione: non si tratta di stravolgere la tua vita nei giorni pre-volo (sarebbe troppo stressante e controproducente), ma di fare piccoli shift graduali che preparano il corpo al cambiamento.
Ecco cosa puoi fare 48 ore prima della partenza:
1. Anticipa l’orario del sonno di 30–60 minuti
Se di solito vai a letto alle 23:00, prova ad anticipare alle 22:00–22:30. Poiché l’Australia è “avanti” rispetto all’Italia, questo shift ti avvicina gradualmente all’orario di destinazione. Se riesci, fallo anche la mattina: svegliati 30 min prima del solito.
2. Sposta i pasti di 30–60 minuti
Anticipa cena e colazione dello stesso intervallo. Il ritmo dei pasti influenza l’orologio biologico quasi quanto il sonno, quindi mangiare “in anticipo” aiuta il corpo a prepararsi.
3. Esponiti alla luce mattutina
Se stai andando verso est (come l’Australia dall’Italia), l’esposizione alla luce solare mattutina aiuta ad anticipare il ritmo circadiano. Fai una passeggiata al mattino presto (anche 15 minuti vanno bene) o apri le finestre appena sveglio.
4. Riduci caffeina e alcol gradualmente
Nei 2 giorni pre-volo, limita caffè/tè a 1–2 al giorno (solo mattina) e evita alcol la sera prima della partenza. Entrambi disturbano la qualità del sonno e peggiorano la disidratazione in volo.
5. Prepara bagaglio e documenti in anticipo
Lo stress dell’ultimo minuto peggiora il jet lag. Sistema tutto almeno 24 ore prima (compreso il visto turistico: verifica la validità del eVisitor 651 se non l’hai ancora fatto).
Tone realistico: non devi stravolgere la tua routine. Anche solo anticipare di 30 minuti il sonno e la cena fa una differenza percepibile all’arrivo. L’obiettivo è facilitare il corpo, non creare stress aggiuntivo.
In volo: sonno, luce, idratazione (senza estremismi)
Il volo Italia–Australia dura tipicamente 20–24 ore con uno scalo (Dubai, Singapore, Bangkok o Doha sono le rotte più comuni). Questo significa passare più di un giorno seduto/sdraiato in uno spazio ristretto, con aria secca e pressione differente. Come gestisci queste ore influenza direttamente quanto sarà duro il jet lag all’arrivo.
Ecco le strategie più efficaci (realistiche, non estreme):
Sonno e luce: sincronizza con la destinazione
Imposta l’orologio sull’orario australiano appena sali in aereo
Questo è il primo passo mentale: smetti di pensare in “ora italiana” e inizia a seguire l’orario di destinazione. Se salti su un volo che parte da Roma alle 14:00 (ora italiana) e atterrerà a Sydney alle 10:00 (ora australiana) il giorno dopo, ragiona mentalmente come se fossi già in Australia.
Segui il ritmo sonno-veglia dell’Australia (se possibile)
- Se sull’aereo è “notte” secondo l’orario australiano, cerca di dormire (anche se in Italia è giorno).
- Se sull’aereo è “giorno” secondo l’orario australiano, cerca di restare sveglio (anche se in Italia è notte).
Ovviamente non è sempre facile: se parti da Roma alle 14:00 e voli verso Dubai, probabilmente non riuscirai a dormire subito. Ma almeno evita di dormire quando in Australia è pieno giorno, altrimenti rinforzi il disallineamento.
Usa mascherina occhi e auricolari
La cabina dell’aereo ha luci che si accendono/spengono in base ai pasti e all’orario del volo, non necessariamente in base all’orario australiano. Se vuoi dormire quando sull’aereo è ancora giorno (ma in Australia è notte), porta una mascherina per occhi e auricolari noise-cancelling (o tappi per orecchie). Bloccano luce e rumore, facilitando il sonno.
Idratazione, alcol, caffeina
L’aria in cabina è spesso secca, il che può causare disidratazione più rapidamente rispetto al normale. Questo può peggiorare stanchezza, mal di testa e jet lag. Ecco come gestirla:
1. Bevi regolarmente (piccoli sorsi)
In cabina l’aria è spesso secca: cerca di bere con regolarità durante il volo (acqua o bevande non alcoliche), senza aspettare di avere molta sete. Se hai condizioni mediche particolari (es. restrizioni sui liquidi), segui le indicazioni del medico.
2. Limita l’alcol
L’alcol può peggiorare la qualità del sonno e la disidratazione. Se vuoi bere, meglio farlo con moderazione e alternare con acqua.
3. Usa caffeina strategicamente
Il caffè/tè può aiutare a restare sveglio quando in Australia è “giorno”, ma evita di berlo quando in Australia è “notte” (altrimenti non riuscirai a dormire). Se il volo arriva in Australia la mattina, un caffè nelle ultime 2–3 ore di volo può aiutarti a restare vigile fino all’arrivo.
4. Snack leggeri, non pasti pesanti
I pasti dell’aereo sono spesso abbondanti e ricchi di carboidrati/grassi. Se mangi troppo, il corpo dedica energia alla digestione invece che al riposo. Preferisci snack leggeri (frutta secca, barrette, crackers) e piccole porzioni durante i pasti principali.
Movimento e comfort
Alzati ogni 2–3 ore
Stare seduti troppo a lungo rallenta la circolazione, provoca gonfiore alle gambe e peggiora la stanchezza generale. Fai una camminata in corridoio ogni 2–3 ore, anche solo 5 minuti. Se sei in window seat, chiedi scusa al vicino e alzati comunque.
Stretching da seduto
Ogni ora, fai piccoli esercizi: ruota caviglie, allunga braccia sopra la testa, piega/stendi ginocchia. Aiuta a prevenire rigidità e gonfiore.
Porta felpa e calzini comodi
La temperatura in cabina varia molto (spesso è fredda di notte). Porta una felpa/maglione e calzini comodi (o pantofole pieghevoli). Essere a disagio per il freddo peggiora la qualità del sonno e aumenta l’irritabilità.
Primo giorno in Australia: la regola d’oro che salva il viaggio

Il primo giorno dopo l’atterraggio è il più critico per impostare il ritmo. Se lo gestisci bene, il recupero sarà molto più rapido. Se lo gestisci male (dormendo tutto il pomeriggio, restando al chiuso, guidando stanco), il jet lag può prolungarsi di giorni.
La regola d’oro è semplice: luce solare + aria aperta + niente nap lunghi pomeridiani.
Perché funziona:
La luce solare diretta è il segnale più potente per il tuo ritmo circadiano. Quando il cervello riceve luce attraverso gli occhi, sopprime la produzione di melatonina (l’ormone del sonno) e attiva i meccanismi di veglia. Esporti al sole nel pomeriggio australiano (che corrisponde alla tua “notte biologica”) dice al corpo: “Ora è giorno, devi stare sveglio”.
Al contrario, dormire al chiuso nel pomeriggio rinforza il vecchio ritmo italiano e prolunga il jet lag.
Ecco come gestire il primo giorno in base all’orario di arrivo:
Se arrivi la mattina (6:00–10:00):
- Check-in hotel/ostello: se possibile, richiedi early check-in (molti ostelli a Sydney e Melbourne lo permettono con piccolo extra o se arrivi presto). Altrimenti lascia i bagagli in deposito.
- Doccia + cambio vestiti: rinfrescarti aiuta a “svegliarti” mentalmente.
- Passeggiata all’aperto 1–2 ore: vai in un parco, sul lungomare, in centro. L’obiettivo è sole diretto sul viso. Non serve fare trekking, basta camminare tranquillo.
- Pranzo leggero: trova un caffè/ristorante e mangia qualcosa (anche se non hai fame: mangiare all’orario locale aiuta).
- Pomeriggio: continua attività leggere (museo, shopping leggero, caffè). Da evitare: dormire (o max 20–30 min power nap se proprio non reggi).
- Cena normale: mangia verso le 19:00–20:00 (orario locale).
- Letto entro 21:00–22:00: anche se non ti senti stanchissimo, vai a letto. Aiuta a sincronizzare il ritmo.
Se arrivi il pomeriggio (12:00–16:00):
- Check-in + doccia: sistema bagagli e rinfrescati.
- Passeggiata/attività leggera fino a cena: 1–2 ore all’aperto (parco, spiaggia, centro). Evita attività troppo fisiche.
- Cena normale: mangia verso le 19:00–20:00.
- Letto entro 21:00–22:00: stesso principio di prima.
Perché funziona: la luce solare regola la melatonina (ormone del sonno). Esposizione diurna + buio notturno sincronizzano il ritmo circadiano più velocemente di qualsiasi integratore o farmaco. È scienza, non magia — ma devi essere disciplinato e resistere alla tentazione di dormire tutto il pomeriggio.
Piano pratico per i primi 3 giorni (giorno per giorno)

I primi 3 giorni sono quelli in cui il corpo fa il lavoro più pesante di adattamento. Ecco un piano realistico per gestire attività, sonno ed energia senza rovinarti il viaggio.
Giorno 1: Adattamento leggero
Obiettivo: sopravvivere al jet lag senza collassare.
Cosa fare:
- Mattina: passeggiata in città (2–3 ore max). Esplora il quartiere dell’hotel, vai al lungomare, visita un parco. Niente itinerari complessi.
- Pomeriggio: attività sedentarie leggere (museo, caffè, libreria, mercato). Evita shopping intenso o code lunghe.
- Sera: cena tranquilla, passeggiata breve, letto entro 21:00–22:00.
Cosa evitare:
- Guidare: riflessi rallentati + stanchezza = rischio incidenti. Usa mezzi pubblici, taxi o Uber.
- Escursioni fisiche: hiking, surf, sport intensi sono troppo impegnativi.
- Decisioni importanti: prenotare tour costosi, firmare contratti, scegliere itinerari — rimanda al giorno 2–3.
- Dormire pomeriggio: se proprio non reggi, max 20–30 min di power nap (metti sveglia!).
Orario consigliato:
- Letto: 21:00–22:00
- Sveglia: 6:00–7:00 (anche se ti svegli alle 3:00, cerca di restare a letto fino almeno alle 5:30–6:00)
Giorno 2: Attività moderate
Obiettivo: aumentare gradualmente il carico, senza esagerare.
Cosa fare:
- Tour guidati: puoi iniziare tour organizzati (4–5 ore), come city tour, gite in barca, visite guidate. Qualcun altro guida/organizza, tu segui.
- Guidare brevi distanze: solo se ti senti riposato E hai dormito almeno 6–7 ore solide, puoi guidare per spostamenti urbani (30–60 min max). Valuta onestamente i tuoi riflessi prima di partire. Evita ancora autostrade lunghe o guida notturna.
- Escursioni giornaliere: possibile fare gite fuori città (es. Blue Mountains da Sydney, Dandenong Ranges da Melbourne). Preferisci quelle con guida/trasporto organizzato.
Cosa evitare:
- Road trip lunghi: 4–5 ore di guida continua sono ancora rischiose.
- Nottate fuori: discoteche, concerti fino a tardi — rimanda al giorno 4–5.
Orario consigliato:
- Letto: 22:00–23:00
- Sveglia: 6:30–7:30
Giorno 3: Quasi normalizzato
Obiettivo: ritmo quasi normale, con piccoli cali pomeridiani ancora possibili.
Cosa fare:
- Road trip lunghi: ok iniziare percorsi come Great Ocean Road, costa del Queensland, interno NSW. Riflessi e concentrazione sono quasi tornati normali.
- Attività fisiche: surf, snorkeling, hiking moderato, sport — tutto fattibile.
- Nottate: se vuoi uscire la sera, puoi farlo (ma ascolta il corpo: se ti senti stanco, niente vergogna a tornare presto).
Ancora possibili:
- Cali di energia pomeridiani (verso le 14:00–15:00): normali. Un caffè o 15 min di pausa aiutano.
- Risvegli notturni sporadici (verso le 3:00–4:00): se succede, non stressarti. Leggi, medita, poi torna a dormire.
Orario consigliato:
- Letto: 22:00–00:00 (a seconda delle attività serali)
- Sveglia: 7:00–8:00
Per avere un’idea pratica di come organizzare un viaggio con attività leggere il primo giorno e più intense dal secondo/terzo, puoi consultare il nostro itinerario Sydney–Melbourne–Great Ocean Road, che tiene conto proprio di questo tipo di progressione.
Errori comuni da evitare (e come evitarli)
Molti viaggiatori fanno gli stessi errori quando arrivano in Australia, prolungando inutilmente il jet lag. Ecco i più comuni e come evitarli:
Errore 1: Dormire 4–5 ore il primo pomeriggio
Conseguenza: ti svegli alle 6–7pm completamente confuso, non hai fame per cena, e passi la notte sveglio. Il giorno dopo sei ancora più stanco.
Soluzione: resisti alla tentazione. Se proprio non reggi, fai un power nap di 20–30 minuti max (metti sveglia!). Poi alzati, bevi acqua, esci all’aperto. La stanchezza tornerà verso sera, momento giusto per dormire.
Errore 2: Rimanere al chiuso il primo giorno
Conseguenza: senza esposizione alla luce solare, il corpo non riceve il segnale di “giorno” e continua a seguire il ritmo italiano.
Soluzione: anche se sei stanco, esci. Anche solo 1–2 ore di passeggiata al sole fanno una differenza enorme. Il parco, il lungomare, una piazza — qualsiasi posto all’aperto va bene.
Errore 3: Guidare appena atterrato
Conseguenza: riflessi rallentati + guida a sinistra (se non sei abituato) + stanchezza = rischio incidenti. Gli incidenti da jet lag sono documentati e reali.
Soluzione: rimanda il road trip al giorno 2 (minimo). Il primo giorno, usa mezzi pubblici, taxi o Uber. Se hai prenotato auto a noleggio, ritirala il giorno dopo. Per alternative di trasporto, consulta la nostra guida su come muoversi in Australia.
Errore 4: Programmare attività “importanti” il primo giorno
Conseguenza: vai all’Opera House, alla Great Barrier Reef o a Uluru stanco e confuso. L’esperienza ne risente, e sprechi uno dei momenti clou del viaggio.
Soluzione: lascia le “highlight” per il giorno 2–3 in poi. Il primo giorno è per orientarti, camminare, fare cose semplici. Le meraviglie australiane possono aspettare 24 ore.
Errore 5: Usare solo melatonina senza luce/ritmo
Conseguenza: la melatonina può aiutare ad addormentarti, ma non sincronizza il ritmo circadiano se non la combini con esposizione alla luce diurna e buio notturno.
Soluzione: se decidi di usare melatonina (dopo aver consultato un medico), combinala con la strategia “luce + aria aperta”. La luce solare è più efficace di qualsiasi integratore.
Errore 6: Seguire l’orario italiano “solo qualche giorno”
Conseguenza: “Resto sveglio fino alle 2am perché in Italia è pomeriggio, così non perdo contatto con amici/lavoro”. Risultato: prolunghi il jet lag di giorni.
Soluzione: fai lo switch immediato all’orario australiano. Amici e lavoro possono aspettare. Se devi fare chiamate urgenti, programma per l’orario australiano mattutino (che corrisponde a sera italiana). Non sacrificare il sonno notturno per restare “connesso” con l’Italia.
Jet lag con bambini: approccio realistico
Viaggiare in Australia con bambini è bellissimo, ma va detto chiaramente: i bambini soffrono il jet lag più degli adulti. Il loro ritmo circadiano è meno flessibile, e non hanno la capacità di “razionalizzare” la stanchezza come fanno gli adulti.
Non esistono miracoli, ma ci sono strategie per ridurre i danni e rendere i primi giorni più gestibili.
Prima del volo:
- Spiega il concetto (se età appropriata): dai 4–5 anni in su, puoi spiegare che “giorno e notte cambiano” in Australia. Non serve entrare nei dettagli, basta dire “quando arriviamo, sarà giorno anche se il tuo corpo pensa che è notte”.
- Porta giochi/snack preferiti: il volo sarà lungo, e la routine familiare aiuta. Porta peluche, giochi preferiti, snack che conoscono (anche se l’aereo offre pasti).
- No shift pre-partenza: spostare il ritmo di un bambino prima del viaggio è troppo complesso e stressante. Meglio affrontare il jet lag direttamente all’arrivo.
In volo:
- Segui la routine normale: non forzare il bambino a dormire se non ha sonno. Intrattienilo con film, giochi, disegni durante le fasi “svegli”.
- Acqua frequente: i bambini si disidratano più rapidamente. Offri acqua ogni ora.
- Movimento: lascia che cammini in corridoio ogni 1–2 ore (anche se disturba leggermente gli altri passeggeri — è meglio di un bambino irrequieto e stressato).
Arrivo in Australia:
- Prima giornata: parchi e spiagge: attività fisica leggera all’aperto (correre, giocare, esplorare). Il sole aiuta, e il movimento stanca in modo “sano”.
- Accetta che i primi 2–3 notti saranno difficili: risvegli notturni, pianti, energia alle 3am — è normale. Non colpevolizzarti e non stressarti. Dopo qualche giorno migliora drasticamente.
- Routine sera identica a casa: bagno, storia della buonanotte, ninna nanna — mantieni il rituale anche se il bambino non sembra stanco. Aiuta a segnalare “ora è notte”.
- Evita tecnologia 1h pre-nanna: tablet, telefoni, TV disturbano la produzione di melatonina (la luce blu “inganna” il cervello). Spegni tutto almeno 1 ora prima di dormire.
Aspettative realistiche per età:
- 0–3 anni: tipicamente 7–10 giorni di adattamento, ma varia molto (alcuni bambini si adattano prima, altri impiegano qualche giorno in più).
- 4–10 anni: circa 5–7 giorni. Dopo il terzo giorno si vede già miglioramento netto.
- Adolescenti: 3–5 giorni, simile agli adulti.
Per i genitori: i primi giorni saranno intensi. Programma un itinerario flessibile (niente corse tra una città e l’altra), accetta nap extra se il bambino ne ha bisogno, e ricorda che dopo una settimana migliora drasticamente. Non aspettarti che il bambino sia “perfetto” fin dal primo giorno — stai attraversando 10 fusi orari, è lecito che sia faticoso per tutti.
Per altri consigli pratici su come organizzare un viaggio in Australia con famiglia e bambini, puoi consultare la nostra raccolta di consigli di viaggio per l’Australia.
Conclusione: jet lag è inevitabile, ma gestibile
Il jet lag verso l’Australia è una realtà che quasi tutti i viaggiatori affrontano. Con +8/+10 ore di differenza e un volo di 20+ ore, è normale sentirsi stanchi, confusi e fuori fase nei primi giorni.
La buona notizia è che con le strategie giuste — pre-adattamento parziale, gestione del volo, luce solare il primo giorno, piano graduale per i primi 3 giorni — puoi ridurre significativamente l’impatto e tornare operativo in 3–5 giorni invece di 10.
Ricorda:
- Non dormire nel pomeriggio del primo giorno (o max 20–30 min)
- Luce solare e aria aperta sono più efficaci di qualsiasi integratore
- Evita di guidare o fare attività importanti il primo giorno
- Accetta che i primi giorni saranno meno “performanti” — è normale
- Con i bambini, aspettati 5–7 giorni e programma flessibilità
L’Australia vale ogni minuto di jet lag. Preparati bene, sii paziente con te stesso, e dopo qualche giorno sarai pronto a goderti appieno tutto ciò che questo continente straordinario ha da offrire.
Domande frequenti (FAQ)
- Quanto tempo prima devo preoccuparmi del jet lag per l’Australia?
Inizia a pensarci 48 ore prima della partenza. Puoi fare piccoli aggiustamenti al ritmo sonno-veglia (anticipare di 30–60 min l’orario di andare a letto e svegliarti), ridurre caffeina/alcol, e prepararti mentalmente al cambio. Non serve stravolgere la routine settimane prima — il vero adattamento avviene dopo l’arrivo.
- La melatonina funziona davvero per il jet lag?
La melatonina può aiutare ad addormentarti più facilmente, ma non sincronizza da sola il ritmo circadiano. È più efficace se combinata con esposizione alla luce solare diurna e buio notturno. Alcuni viaggiatori la trovano utile per i primi 2–3 giorni, altri non notano differenze significative. Prima di usarla, consulta un medico — soprattutto se hai terapie in corso o condizioni particolari.
- È meglio volare di notte o di giorno per ridurre il jet lag?
Per l’Australia dall’Italia, la maggior parte dei voli parte nel pomeriggio/sera e arriva la mattina/pomeriggio del giorno dopo (con scalo). In teoria, volare “di notte” secondo l’orario di destinazione aiuta perché puoi dormire in volo e arrivare riposato. Nella pratica, però, la differenza è minima: ciò che conta di più è come gestisci il primo giorno all’arrivo (luce solare, no nap pomeridiano lungo) piuttosto che l’orario del volo.
- Posso guidare appena arrivo in Australia?
Sconsigliato fortemente, soprattutto se non sei abituato alla guida a sinistra. Il jet lag rallenta i riflessi, riduce la concentrazione e aumenta il rischio di incidenti (documentato in studi su conducenti internazionali). Rimanda il road trip al giorno 2 (minimo). Il primo giorno, usa trasporti pubblici, taxi o Uber. La tua sicurezza (e quella degli altri) vale più di qualche ora risparmiata.
- Il jet lag al ritorno in Italia è uguale?
Generalmente il jet lag di ritorno è considerato leggermente più facile rispetto all’andata, perché stai tornando “indietro” nel tempo (jet lag westbound vs eastbound). Molti viaggiatori segnalano che il recupero al ritorno richiede 3–5 giorni invece di 5–7. Detto questo, dipende molto da quanto tempo sei stato in Australia: se hai viaggiato 2–3 settimane, il corpo si era adattato all’orario australiano, quindi il ritorno richiede comunque qualche giorno.
- C’è differenza tra jet lag verso est e verso ovest?
Sì, in generale il jet lag verso est (come Italia → Australia) è considerato più difficile del jet lag verso ovest (come Italia → USA), perché il corpo trova più facile “ritardare” il ritmo circadiano (andare a letto più tardi) che “anticiparlo” (andare a letto prima). Quando vai verso est, devi anticipare il ritmo, che richiede più sforzo biologico. Questo spiega perché molti viaggiatori trovano il jet lag verso l’Australia particolarmente impegnativo.
Prima di partire per l’Australia
Hai già verificato il tuo visto turistico? Se viaggi per turismo, per molti cittadini italiani l’eVisitor (subclass 651) è una delle opzioni più comuni (se idonei) e va richiesto prima della partenza.
Richiedi il visto eVisitor online
Visto-Australia.it è un servizio privato di assistenza in italiano per la richiesta del visto eVisitor (651) (non affiliato al Governo australiano). La decisione sul visto spetta sempre al Department of Home Affairs e le regole possono cambiare.
Fonti e strumenti utili
Ultimo controllo fonti: Febbraio 2026. Orari e regole sull’ora legale possono variare: verifica sempre con fonti affidabili.
- • Time zones in Australia (panoramica): Australia.com
- • Time zones / DST Australia (dettagli per zone): timeanddate.com
- • Calendario daylight saving (Australia + confronto internazionale): Reserve Bank of Australia
Chi ha scritto questa guida
Questo contenuto è stato preparato dalla redazione di Visto-Australia.it, servizio privato di assistenza alla richiesta del visto eVisitor (651) per l’Australia in lingua italiana.
I testi sono revisionati e verificati da Nicholas Ferren, consulente in visti australiani con oltre 12 anni di esperienza nel settore. Visto-Australia.it non è un sito del Governo australiano e non è uno Studio di migration agents: non forniamo consulenza legale o di immigrazione personalizzata.